Pausa caffè. C'è il sole, la calma e la consapevolezza che non basta alzarsi la mattina per considerarci svegli. Svegliarsi è prendere consapevolezza dei nostri pensieri, delle sensazioni, delle emozioni. Dargli un nome. Sapere come funzioniamo forse non ci cambia la vita, però un po' aiuta, ecco.
Finisco la settimana lavorativa tutto contento e penso che finalmente posso stare a letto la domenica mattina. E poi eccomi, in piedi alle sei mattino perché non riesco più a dormire.
Giornata sull'Etna.
Ripropongo.
Sapevo di fare la scelta giusta quando mi sono trasferito in Sicilia!
Tra l'altro nemmeno esisteva AVS, è una foto del 2018.
Potere al Popolo ha segnalato che AVS usa l'intelligenza artificiale per mettere le proprie bandiere in cortei in cui non c'erano. #ElezioniCampania
Beh, mica male!
Ad oggi, le uniche opposizioni vere al governo io le vedo da Matteo Renzi, Maurizio Landini e da Potere al Popolo.
La zip è l'incubo di ogni barbuto.
Una #patrimoniale sui super ricchi è solo manutenzione ordinaria della democrazia, non un attentato al capitale.
Ma in un Paese vaccinato a condoni e sanatorie, l’equità sociale è ormai una "malattia" rara
#Meloni
Credo che la tristezza sia diventata una zona comfort, anche a me capita.
L'unica separazione delle carriere che serve davvero all'Italia sarebbe quella tra politica e giornalismo.
L’unico “investimento” è il dono: amare senza calcoli, dare senza pretendere, accettare che la vita generata ti superi. Chi ama davvero non misura, lascia fiorire.
È un errore psicologico e filosofico: confondere l’essere con l’avere. Un figlio non si possiede, si accompagna. Non è un progetto da far fruttare, ma un mistero da lasciare sbocciare.
Quando l’amore diventa una scommessa sul risultato, smette di essere gratuito. Ogni “fallimento” pesa ed ogni scelta diversa ferisce. I figli crescono sentendo di dover “rendere” per valere.
I genitori spesso vedono i figli come un investimento: tempo, soldi, aspettative per un ritorno di successo o riconoscenza. Ma un figlio non è un capitale. È una persona e non vi deve nulla.
La violenza è la profanazione dell'amore. Leggi l'articolo che esplora questo tema profondo e attuale: open.substack.com/pub/9rzb/p/l...
Let us reflect: how can we build a love that does not fear the freedom of the Other? The answer lies in accepting vulnerability and respecting the uniqueness of every woman, without seeking to possess her.
Male violence does not strike only the body, but the essence of female freedom. It is a sadistic act that wants to "educate" women to obedience, denying their uniqueness. True love, instead, celebrates otherness.
Female pleasure, "oceanic" and not limited by the phallus, is anarchic and frightens. Men often reduce it to stereotypes ("whore") to exorcise their own inadequacy in the face of this boundless freedom.
Some women, uncertain about what it means to "be a woman," may fall into masochistic dynamics, seeking in men an illusory guide. Violence feeds on this fragility, transforming love into slavery.
Freud spoke of the "refusal of femininity": the difficulty, for men and women, to accept the anarchic freedom of women, which does not bend to universal norms. Every woman is unique, and this frightens.
A powerful example? In “L'Amica geniale” (Elena Ferrante, 2011), the attempt to tear out Lila's tongue is an attack on her freedom. The tongue is a metaphor for voice, identity, and being a woman. Silencing her means subjugating her.
In #patriarchy, women are trapped in stereotypes: mother or sinner, Eve or Mary. Male violence strikes at her freedom, seeking to transform her into a "possessed thing" to exorcise the anguish of otherness.
Violence is the negation of love. It is a desperate attempt to reduce the Other to an object, denying their freedom. Love, on the contrary, makes us vulnerable, confronts us with the risk of loss, and destabilizes our identity.
Per invertire questa tendenza, servono politiche concrete: investimenti in servizi pubblici efficienti, trasparenza e coinvolgimento reale dei cittadini, come dimostrato da esperienze di bilancio partecipativo in alcuni comuni. Senza fatti, l’astensionismo continuerà a crescere.
Questo atteggiamento, alimentato da decenni di narrazioni, contribuisce all’astensionismo, soprattutto tra chi si sente escluso, come giovani o precari.
Inoltre, l’elettore italiano medio è spesso intrappolato in un individualismo neoliberista che lo porta a ignorare il bene comune, attivandosi solo quando i suoi interessi personali sono a rischio.
Gli elettori, sempre più disillusi, non votano perché non credono che il loro voto conti davvero. Non basta promettere: servono fatti che dimostrino che il voto può cambiare le cose.